Il nostro saluto al Chiapas

Il manifesto dell'Encuerto por la resistencia global autonomaMercoledì 27 settembre a San Cristóbal de las Casas, in Chiapas, Messico, si è tenuto l'”Encuerto por la resistencia global autonoma“, una manifestazione “zapatista” in cui si sono incontrate varie esperienze di resistenza locale di tutto il mondo per raccontare la loro storia; grande, come quella dei NoTav della Val di Susa, o piccola, come la nostra.

Non siamo potuti andare in Chiapas, ovviamente: nessuno di noi aveva il tempo, e tutti i (pochi) soldi che abbiamo andranno nei ricorsi al TAR che la Regione Toscana, complice della Renewem s.r.l., ci obbligherà a fare per far valere le nostre altrimenti evidenti ragioni.

Ma un messaggio l’abbiamo voluto mandare lo stesso, a questi nostri amici lontani, che in questi 23 anni di lotta tanto ci hanno insegnato. Per cui abbiamo deciso di mandargli, su invito e consiglio dei nostri amici del Nodo Solidale, un breve video da Monticello Amiata, sud-ovest del mondo.

Eccolo:

15 – 16 luglio: TUTTI A MONTICELLO AMIATA! ritorna GIÙ LE MANI DALLA NOSTRA TERRA

Giù le mani dalla nostra terra 2017

L’Amiata è una delle più grandi aree di produzione di energia geotermica in Italia. Oggi le centrali che sfruttano il calore della terra sono cinque, per un totale di 120 MW di potenza installata. L’entrata in funzione dell’ultimo impianto, Bagnore 4, inaugurato da Enel Green Power a fine 2014, ha completato quest’opera di sfruttamento della risorsa “rinnovabile” che tuttavia comporta un forte impatto sull’ambiente e sulla salute pubblica, con l’immissione in atmosfera, nell’acqua e nel suolo di sostanze inquinanti e pericolose.

A questo sfruttamento in essere, si aggiunge la possibilità di installare 18 nuovi impianti, con ulteriori centinaia di MW,;tanti sono infatti i permessi di ricerca rilasciati ad una decina di nuove società nell’area dell’Amiata. I progetti di Seggiano, Montenero e Monte Labbro vedono il paese di Monticello Amiata al centro di una dannosa triangolazione di impianti ravvicinati.

Pochi mesi dopo la grande manifestazione del 28 giugno 2015, dove centinaia di persone con in testa i sindaci di Cinigiano e Seggiano, hanno chiaramente detto NO al progetto geotermico della Regione Toscana, il 17 dicembre 2015 la Regione stessa, nella figura della funzionaria Carla Chiodini ha “Ritenuto non necessario sottoporre il progetto Monte Labbro 1 alla procedura di valutazione dell’impatto ambientale”: in sostanza, per la prima volta in Italia, si ritengono non necessari studi e valutazioni ambientali prima di trivellare per la realizzazione di un pozzo di ricerca profondo 4,5 km a ridosso di una riserva naturale. A seguito di tale atto abbiamo deciso di procedere con il Ricorso al TAR.

Fra pochi giorni, il 10 luglio, in Regione si terrà la Conferenza dei Servizi in cui i “nostri” amministratori decideranno se Monticello Amiata e tutto il territorio circostante – frutto della fatica, del lavoro, degli investimenti di centinaia di persone – sono sacrificabili sull’altare della speculazione e del dio danaro.

Ma lor signori non hanno fatto i conti con cittadine e cittadini che amano la loro terra, che faranno di tutto non solo per difenderla ma anche per promuoverla e per renderla sempre più bella, ospitale, eco-compatibile.

Partecipando alle giornate del 15 e 16 luglio oltre a dare idee ed energie preziose per l’Amiata, potrete anche aiutarci a raccogliere i fondi per sostenere le spese dei futuri ricorsi che, molto probabilmente, ci toccherà continuare a fare per fermare questo scempio.

COMBATTIAMO CONTRO

  • Il saccheggio della nostra terra in nome del profitto di pochi
  • La privatizzazione dei servizi, dei beni comuni, dell’acqua
  • Le produzioni inquinanti, la falsa green economy, il consumo di suolo, l’avvelenamento dell’acqua e dell’aria
  • Il rischio di subsidenza
  • Il depauperamento delle nostre tradizioni popolari e contadine
  • La distruzione dell’economia agroalimentare e turistica
  • Lo stravolgimento della cultura della condivisione, della partecipazione, della vita a misura di essere umano

VOGLIAMO e DIFENDIAMO

  • Il rilancio di una economia eco-sostenibile
  • La valorizzazione delle risorse naturali, culturali e ambientali
  • Un turismo diffuso, che conti sulle tante piccole attività di qualità
  • Una politica al servizio delle popolazioni per rivendicare il diritto a decidere su come utilizzare l’energia che serve al territorio
  • Un intervento pubblico non mirato agli interessi di pochi, ma della collettività
  • Il rilancio di un programma nazionale di bonifica, messa in sicurezza e difesa idrogeologica del territorio che crei prevenzione e occupazione permanente

Diciamo basta alle centrali geotermiche in Amiata!

La questione del rifiuto del “modello geotermico” va ben oltre qualunque differenziazione politica e/o istituzionale, le condizioni per una eventuale presenza geotermica sul territorio amiatino sono, a nostro parere, da escludere nella maniera più chiara e decisa e lo diciamo con la forza e le voci dei cittadini, che non accettano la presenza sul territorio delle strutture geotermiche.

Un’altra Amiata è possibile, una montagna che non ha bisogno delle centrali geotermiche che inquinano e distruggono il territorio, ma che, anzi, le ritiene incompatibili con il modello di sviluppo economico, sociale e culturale che deve essere costruito. Un modello di sviluppo che si basi sulla capacità di mantenere qualità e riproducibilità delle risorse naturali; sulla valorizzazione del grande patrimonio ambientale, l’acqua, il bosco e la possibilità di fruirne in tutte le stagioni, i prodotti agricoli locali; sul patrimonio culturale e storico, sui diversi “turismi” presenti, quello ambientale, ma anche culturale e sportivo; sul grande patrimonio insostituibile rappresentato dalle piccole e medie aziende artigianali e commerciali. La coltura e la cultura della terra sono memoria, storia, risorse investite, sudore, amore: questo è il presente lasciatoci dalle nostre madri e dai nostri padri, vogliamo che sia anche il rispettoso futuro per chi, questa terrà, la vivrà.

sabato 15 LUGLIO 2016, PROGRAMMA DELLA GIORNATA

  • ore 17.00 – Giardinetti
    Trebbiatura del grano a mano
  • ore 19.30 – Giardinetti
    apertura Cucina – Pasti Antigeotermici a km Zero
  • ore 20.30 – Giardinetti
    Concerto con i “Fattore Emme”

domenica 16 LUGLIO 2016, PROGRAMMA DELLA GIORNATA

  • ore 09.00 – Giardinetti
    Partenza Passeggiata attraverso la Riserva di Poggio all’Olmo fino al campo di Alberto
  • ore 10.30 – Giardinetti
    Partenza Passeggiata fino al campo di Alberto
  • ore 11 – Campo di Alberto
    Stollo dei Pensieri, Letture, Performances, Aperitivo
  • ore 12.30 – Giardinetti
    apertura Cucina – Pasti Antigeotermici a km Zero
  • ore 14.00 – Giardinetti
    Monticello in piazza: Mercato contadino, Artisti di strada, Artigianato, Laboratori, Musica
  • ore 15.00 – Giardinetti
    presentazione del libro: “Con la montagna nel cuore“. Libro collettivo di Racconti dall’Amiata e la sua Difesa
  • ore 17.00 – Giardinetti
    Canti popolari con i cori: “La Monticellese” e “Gruppo di San Rocco
  • ore 19.30 – Giardinetti
    apertura Cucina – Pasti Antigeotermici a km Zero
  • ORE 21.30 – GIARDINETTI
    CONCERTO REGGAE CON I “QUARTIERE COFFEE” ! ! ! !

CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI CINIGIANO

ORGANIZZANO:

Agorà CittadinanzAttiva

Pro Loco Monticello Amiata

Per aderite al manifesto e alla giornata di festa e di r/esistenza del 15 – 16 luglio scrivere a: agora-cittadinanzattiva@inventati.org

Un modo di aiutarci è di scaricare e distribuire il materiale promozionale per le giornate del 15 e 16 luglio, che potete trovare qui sotto:

Non è una questione di Zone, ma di Vita e Futuro

Immagine che rappresenta il "coniglio che esce dal cappello" nel rapporto tra Regione Toscana e lobby geitermiche

La Quarta Commissione Ambiente e Territorio della Regione Regione Toscana ha varato la cosiddetta Zonazione per quanto riguarda l’installazione di nuove Centrali Geotermiche sul suo territorio.

Si tratterebbe di un percorso che prevederebbe la creazione di aree idonee ed aree non idonee per la costruzione di centrali geotermiche, ovvero l’individuazione di aree in cui costruire centrali ed aree in cui non costruirle.

In poche parole Enrico Rossi e la sua amministrazione vorrebbero decretare l’esistenza di territori di serie A e territori di serie B.

Vorrebbero dividere questa regione e i suoi territori in aree sacrificabili e non sacrificabili.

Pensano di lacerare la lotta dei territori promettendo ad alcuni la “salvezza” a discapito di altri.

Siamo contenti nel constatare che le istituzioni toscane siano state obbligate, dalla mobilitazione che tutti i comitati e cittadini toscani hanno saputo mettere in campo, a ritornare sui propri passi rispetto ai loro progetti di sfruttamento geotermico.

Ci dispiace però informarle che noi, non soffrendo di sindrome Nimby (acronimo inglese per Not In My Back Yard, cioè “Non nel mio cortile“), rigettiamo in toto questa impostazione.

Che non cadiamo nel loro tranello. Non ci facciamo dividere nè spaccare da una lusinga.

Noi riteniamo che nessun territorio sia sacrificabile; che la nostra montagna e i territori ad essa vicini vadano difesi in toto dagli affaristi e dal partito trasversale degli affari.

Che non permetteremo la distruzione di un territorio, della sua economia e della sua vita per garantire il profitto di pochi.

L’ecosistema montagna influenza un largo territorio: dalla montagna fino al mare viviamo di essa, delle sue acque, dei suoi boschi, della sua aria. Se muore un’intera montagna, muore tutto quello che le sta intorno, che la morte sia portata da una discarica alle sue pendici, o che derivi dalle Centrali geotermiche. Vogliono devastarla e dominarla per permettere il profitto di pochi a discapito della salute e della vita dei più. Alla devastazione dettata dal profitto opponiamo la collaborazione e la solidarietà tra territori, non saremo complici.

Ci sono delle parti ben definite e contrapposte in campo. Da una parte ci sono gli abitanti che si scontrano contro i poteri economici, e dall’altra coloro che favoriscono gli interessi economici di pochi rispetto alla salute e alla possibilità di lavoro di tutti. Dalla montagna fino al mare, non permetteremo questa devastazione.

E’ una questione economica, e lo dimostra per esempio l’Amiata grossetano, territorio in cui vivono la maggior parte dei cittadini che sono attivi nei Comitati che danno vita alla Rete Centrali Zero:

  • nell’Amiata Grossetano tra il 2002 e il 2015 sono stati erogati quasi 100 milioni di euro di Contributi UE per l’Agricoltura;
  • tra il 2007 e il 2013 ci sono stati:
    • investimenti legati al PSR per più di 21 Milioni di euro, con quasi 11 milioni di Contributo Pubblico.
    • nuovi 40 Giovani Agricoltori insediati.
    • 96 nuovi Progetti Agricoli (cantine, frantoi, stalle, etc).
    • 103 Progetti di Investimento nel settore Castanicolo e Forestale.
  • Nell’Amiata Grossetano c’è un’azienda agricola ogni 7 persone.

Solo investendo intelligenza, amore, impegno – e alla fine anche economia – si può fare di questa nostra Terra ciò che vogliono tutte e tutti le amiatine, così come i cittadini della Val d’Elsa, della Maremma, della Val d’Orcia e di tutta la Toscana:

un’oasi di bellezza e qualità, in cui agricoltura, turismo e cultura siano a misura di donna, di uomo, di bambina e di bambino.

Noi viviamo di Agricoltura, Natura e Cultura di una Terra Antica.

Questi territori non sono e non possono diventare un Distretto Industriale.
Essi hanno bisogno di essere liberi da veleni per esprimere il loro potenziale.
Questa terra ha bisogno di Aria, Terra e Acqua pulita.
Ha bisogno di Vita
Non ha bisogno del partito trasversale degli Affari, dei suoi patti, dei suoi accordi economici.
Per questo diciamo a gran voce che non esistono territori sacrificabili e che non accettiamo la Zonazione che la Regione Toscana propone.
Basta Centrali, Basta Veleni.

Soluzione?

Centrali Zero

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Rete Centrali Zero:

Comitato Agorà CittadinanzAttiva di Monticello Amiata

Comitato MaremmAttiva di Pitigliano – Sorano

Comitato No Geotermia di Seggiano

Comitato Fumarole

Genuino Amiatino

Il mistero della VIA al progetto geotermico “Montenero”

Immagine del paese di Montenero d'OrciaMontenero d’Orcia, Monticello Amiata

3 ottobre 2016

La vicenda dell’impianto pilota “Montenero” proposta dalla Gesto Italia s.r.l. e la procedura VIA è ferma da mesi al Ministero dell’Ambiente, ma recentemente si è tinta di giallo, come c’è da aspettarsi da ogni estate che si rispetti. Altrimenti di che si può parlare in spiaggia?!

Il 12 settembre è stato pubblicato sul sito dedicato alla VIA del Ministero dell’Ambiente un documento, datato 30 agosto, che faceva pensare che il Ministero avesse dato parere favorevole alla VIA per la centrale in questione. Questa notizia, raccolta e rilanciata immediatamente dai diversi comitati che si oppongono allo sfruttamento massivo della geotermia sull’Amiata, ha sollevato un vespaio non solo a scala locale ma anche nazionale, con articoli di giornale, giornalisti stampa e televisivi sguinzagliati sul posto in cerca di notizie, servizi RAI, interrogazioni parlamentari. Anche gli Amministratori pubblici locali si son dati da fare tanto che in Regione Toscana Leonardo Marras, capogruppo del Pd nel consiglio, ha commentato negativamente l’accaduto:

“chiedo con forza, ancora una volta, che sia applicato il criterio del paesaggio a tutela dell’ambiente e dell’economia dell’area”.

Forse per via di tutto questo “rumore”, forse per chi sa quale misteriosa alchimia amministrativa, il 21 settembre la comunicazione è scomparsa dal sito del Ministero con tutta la relativa documentazione. A questo punto i comitati locali vittime del progetto si sono mossi rivolgendosi all’avv. Greco, il legale che ha seguito tutte le fasi istruttorie del procedimento VIA, affinché chiedesse chiarimenti al Ministero.

Il Ministero ha quindi spiegato che:

– sul progetto pilota Montenero NON è stato rilasciato alcun giudizio di compatibilità ambientale da parte della Commissione tecnica VIA, la quale si è pronunciata positivamente solo sul progetto di smaltimento di terre e rocce da scavo;

– la comunicazione comparsa sul sito per qualche giorno (nella quale si affermava il contrario) sarebbe stata frutto di un mero errore informatico, poi corretto;

– le ultime integrazioni sono state depositate da Gesto il 14 settembre spontaneamente, per fornire chiarimenti su dubbi emersi a seguito di una riunione istruttoria che si sarebbe tenuta presso la Commissione tecnica VIA.

Se i primi due punti lasciano perplessi (perché esprimersi su una parte marginale del progetto come le rocce di scavo, prima di esprimersi sull’impatto dell’intera opera e perché darne visibilità sul sito?) il terzo apre uno spiraglio su quanto sta accadendo nelle stanze del Ministero e ci permette di trarre alcune conclusioni.

Come mai la Gesto sta ancora inviando integrazioni sul modello geologico del sottosuolo, di cui le ultime del 14 settembre (due giorni dopo l’allarmante comunicazione del 12), relative ad una precedente integrazione di luglio che è stata oggetto di una riunione il giorno 8 settembre? Se la Gesto sta inviando integrazioni così importanti, tra l’altro su una parte che aveva precedentemente secretato nella fase aperta al pubblico, perché questo non riapre il procedimento che consentirebbe anche agli enti locali oltre che ai cittadini di esprimersi di nuovo?
Son queste le domande che l’avv. Greco ha posto al Ministero, ricevendo in risposta un laconico “stiamo valutando” ed un mellifluo “fatele comunque che saranno pubblicate sul sito e tenute nella debita considerazione, indipendentemente dalla riaperture dalla fase delle osservazioni”.

Quello che noi ci sentiamo di poter dire è che, sulla questione “Montenero”, così come su tutti gli altri progetti geotermici dell’Amiata – siano essi quelli di ENEL, siano essi quelli “a ciclo binario” della “Rete Geotermica” – l’attenzione della cittadinanza, delle amministrazioni locali, delle aziende che operano su territorio, ed ora anche di alcuni esponenti politici sia regionali che nazionali è sempre più alta. Ogni volta che si muove foglia, la reazione di tutti noi è immediata e implacabile, coinvolgendo intere comunità, a prescindere da qualsiasi altra differenza.

Ora spetta a Rossi e a Renzi provare ad essere realmente “democratici”, accettare che il loro scellerato progetto sull’Amiata non lo vuole nessuno, scendere dal trono ed iniziare a ragionare del futuro della nostra amata montagna con chi, quotidianamente, la vive e la vuol far diventare un esempio di qualità, bellezza e rispetto che può e merita di essere.

Per contatti:
agora-cittadinanzattiva@inventati.org

http://agorattiva.noblogs.org/

https://www.facebook.com/agoracittadinanzattiva

Nasce la Rete Centrali Zero, contro la Geotermia sull’Amiata

Il logo della Rete Centrali Zero– Chi Siamo

Siamo una rete di Comitati, Associazioni, Donne, Uomini che vivono e amano questa montagna e combattono contro lo sfruttamento geotermico in Amiata.
Riteniamo che la presenza di centrali geotermiche sia un errore e un pericolo dal momento che incidono negativamente sulla salute delle persone, degli animali e delle piante:

https://retecentralizero.noblogs.org/

– Perché Centrali Zero

Siamo convinti, e diciamo fermamente, che non esistono territori sacrificabili o danni collaterali accettabili.
Per questo diciamo Centrali Zero.

Vogliamo la chiusura delle centrali già esistenti (le 5 centrali “flash” costruite negli anni da ENEL) e siamo contrari alla costruzione delle 18 nuove centrali a “media entalpia” che la Regione Toscana vuole costruire per tutta l’Amiata e l’alta Maremma”.

Lo sfruttamento geotermico in Amiata è frutto di una scelta politica ben precisa.
Una politica che non riguarda solo la produzione elettrica, ma che interessa in toto l’Amiata, il futuro che qualcuno pensa per questa terra e le sue risorse.

Un futuro che è in linea di continuità con la devastazione perpetrata fino ad ora: uno sfruttamento incondizionato della montagna e delle sue risorse. Pensiamo che le grandi aziende non debbano decidere le sorti politiche e economiche di un territorio.

– Perché Rete

Qui in Amiata oggi, come accade in tante parti d’Italia e nel mondo, ci sono delle parti ben definite e contrapposte in campo. Ci sono gli abitanti della montagna che si scontrano contro i poteri economici, contro coloro che favoriscono gli interessi economici di pochi rispetto alla salute e alla possibilità di lavoro di tutti.
Ciò che determina queste devastazioni ambientali quindi è una questione economica.

Crediamo nella cooperazione e nell’orizzontalità, per questo abbiamo deciso di costruire un momento comune, orizzontale, apartitico.

Una rete capace di mettere in relazione comitati, associazioni e persone per costruire assieme, non solo l’opposizione alle centrali geotermiche, ma anche il futuro che vogliamo per noi e per la terra in cui viviamo.

Siamo una rete perché ci piace vivere in un mondo che non sia monolitico ma, al contrario, con tante teste e tante idee, tante discussioni, tanti progetti perché quello che ci unisce è un orizzonte, un futuro in cui comunità e società siano capaci di crescere e svilupparsi in maniera armoniosa con l’ambiente, per garantire un futuro a noi e alla terra.

Difendi la tua Terra
Basta Centrali, Basta Veleni
Soluzione? Centrali Zero

 

Agorà CittadinanzAttiva

Associazione TerrAmiata

Comitato Fumarole

No Geotermia Seggiano

Il ministero dell’Ambiente autorizza la costruzione della centrale geotermica “Montenero”

Immagine dell'autorizzazione ministeriale al Progetto di centrale geotermica "Montenero"Ebbene si, del Progetto di centrale “Montenero” ne abbiamo parlato molto in questi anni, su questo sito, per strada, con le nostre osservazioni al Ministero, con le nostre assemblee, con le riunioni e le feste (nel 2015 e nel 2016) con gli altri comitati amiatini e non, con la nostra presenza in Regione fino ad arrivare a portare la Regione qui a casa nostra, per di/mostrargli la follia della geotermia in un territorio votato a ben altre economie.

Tutto questo non è servito, la voce dei cittadini, degli amministratori locali, degli imprenditori, addirittura della stampa estera, non servono a smuovere dalla loro posizione i politici nazionali e – soprattutto – gli interessi forti, speculativi, che stanno dietro (e di fianco) al progetto geotermico dell’Amiata, come si può tristemente leggere qui:
http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/1421/1997?Testo=&RaggruppamentoID=143#form-cercaDocumentazione

Ma non hanno fatto bene i loro conti: non sanno, o fingono di non sapere, che quella amiatina è una comunità in movimento, ormai ben consapevole del pericolo mortale che la geotermia è per la salute e per la vita di chi vive questa splendida montagna e il territorio che la circonda.

La nostra lotta non si fermerà sicuramente per una nota messa così, quasi di nascosto, su un sito ministeriale.

A sarà düra ! !

Della legalità sull’Amiata e dei suoi tutori

Abbiamo raccontato pochi giorni fa la “giornata particolare” che è stata quella di lunedì 25 luglio.

Una giornata dove parte della popolazione amiatina si è vista negare la possibilità di contestare civilmente e democraticamente le scellerate scelte della Regione Toscana per quanto riguarda la nostra terra, la nostra salute, il nostro futuro sociale ed economico.

Una giornata particolare perché le installazioni artistiche fatte di striscioni, manifesti, disegni e poesie dei bambini sono state tolte dalle “forze dell’ordine” perché – ci ha detto il vice questore di Grosseto – andava tolto tutto ciò che poteva essere “offensivo”.
Chi ha visto le foto delle nostre installazioni, sui nostri siti e sui nostri profili nei vari social network, si sarà reso conto che nessuno di questi era offensivo.

Nonostante ciò, quelle “forze dell’ordine” che sono lì, che dovrebbero essere lì, per tutelare la democrazia, e quindi la libera espressione – anche critica, anche dissidente, rispetto al potere e a chi lo gestisce – dei cittadini, hanno “pensato bene” di eseguire gli ordine del Re e dei suoi soci e dei suoi complici, “pulendo” le strade dell’Amiata da ogni forma di dissenso

Tra le varie cose che trafugate è stata portata via anche un’installazione di un artista locale, posta in un campo privato di un cittadino amiatino:

L'installazione prima di essere rubata
L’artista e il cittadino hanno reagito immediatamente, andando dai carabinieri di Arcidosso per denunciare la violazione della proprietà privata e il furto perpetrati nella mattina di lunedì 25 luglio, ma non è stato possibile farlo:

“dovete andare a Santa Fiora, perché il reato è stato commesso in quel comune”.

I nostri, quindi, si sono recati a Santa Fiora, dove, anche qui, sono stati posti tutta una serie di opposizioni alla denuncia, piuttosto incomprensibili. All’insistenza dei due cittadini nel voler porgere denuncia, i carabinieri hanno risposto con un laconico

“non c’è nulla da denunciare, vi restituiamo tutto”.

E così hanno fatto, dando ai nostri un sacco dell’immondizia pieno dell’installazione distrutta in mille pezzi.

A questo punto sono d’obbligo alcune riflessioni:

i carabinieri, così come la polizia di stato e le altre “armi” di cui è pieno questo paese, sono lì per far rispettare le leggi, non per violarle.
Entrare in una proprietà privata per portare via (rubare) un’installazione artistica, per poi restituirla a pezzi è, a nostro modesto avviso, un reato. Anzi, probabilmente è una serie di reati.

Questa serie di reati è stata compiuta eccedendo abbondantemente gli ordini – così ci è stato riferito – arrivati dalla questura di Grosseto.
Ordini mirati a limitare il diritto di critica dei cittadini amiatini rispetto alle scelte compiute dalla Regione Toscana. Si ricorda, infatti, che le leggi per colpire chi offende o insulta un altro cittadino, sia esso una persona “comune”, sia esso il Presidente della Regione già esistono. Ma no, quelle non bastavano, andava fatta una “pulizia preventiva”.

Il tutto nel quadro dell’inaugurazione di un complesso industriale di una multinazionale privata (anche se a maggioranza statale, come l’ENEL, il cui socio principale è, appunto, il Ministero del Tesoro, cioè lo Stato Italiano), cioè di un soggetto terzo, che andrebbe tutelato TANTO QUANTO andrebbero tutelati i cittadini tutti.

Evidentemente, però, ENEL è “più uguale degli altri”, di fronte alla legge, e pur di non darle noia – a lei e al Presidente della Regione – si organizzano “pulizie preventive”, fino ad arrivare a violare la proprietà privata e a rubare installazioni artistiche di privati cittadini.

A noi tutto ciò appare di una gravità inaudita:

la democrazia e la libertà di espressione, così come la tanto decantata “legalità”, per la quale quegli stessi carabinieri organizzano corsi nelle scuole dei nostri figli, valgono fino a che non danno noia ai politici al potere e ai loro amici delle multinazionali.

Se la democrazia sull’Amiata non è morta, di sicuro non sta tanto bene, di salute….

Agorà CittadinanzAttiva

Associazione TerrAmiata

Comitato Fumarole

No Geotermia Seggiano

La democrazia in Amiata è morta?

Oggi, 25 Luglio 2016, sul Monte Amiata è stata una giornata particolare.

Perché il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha fatto una sua rarissima apparizione, perché le istituzioni e la multinazionale dell’energia hanno deciso di inaugurare oggi una centrale attiva già da un anno e mezzo, perché mentre realizzavano questa operazione di marketing politico le istituzioni e le multinazionali dell’energia hanno trovato ad attenderli la decisa opposizione delle donne e degli uomini che questa montagna vivono e abitano, infine è stata una giornata particolare per la reazione scomposta e autoritaria che le istituzioni hanno riservato al dissenso, alla libertà di espressione, al diritto di scelta delle comunità locali.

Diversi Comitati, Associazioni e Cittadini del Monte Amiata hanno deciso di manifestare il loro dissenso, perché considerano lo sfruttamento geotermico un errore e un pericolo per questa montagna, per la salute delle persone, degli animali e delle risorse naturali.

Consideriamo chiaro, evidente a tutti, che queste centrali sono dannose e nocive per l’uomo e l’ambiente. Prima qualcuno poteva dire di non sapere, ma oggi, dopo anni di dati e conferenze, è ormai noto a tutti.
Sembrano assurde quindi le dichiarazioni sulla sicurezza, il ridotto impatto ambientale delle centrali e dei pozzi di sondaggio.

Si tratta di una scelta politica precisa: proseguire con il progetto di costruzione di nuove centrali in Amiata, seguire l’idea di conversione di tutto il nostro territorio in un polo di produzione di energia geotermica.

È una scelta politica che non riguarda solo la produzione elettrica, ma che interessa in toto l’Amiata, il futuro che qualcuno pensa per questa terra e le sue risorse. Un’idea che è in continuità con la devastazione perpetrata fino ad ora: uno sfruttamento incondizionato della montagna e delle sue risorse, che non si pone problemi sul futuro immediato o su cosa si stia costruendo per le prossime generazioni.

Qui oggi, come accade tutti i giorni in tante zone d’Italia, ci sono delle parti ben definite e contrapposte in campo. Ci sono gli abitanti delle comunità locali che si scontrano contro grandi interessi economici. Ci siamo noi contro di loro, la difesa del territorio contro gli interessi speculativi.

Siamo convinti e diciamo fermamente che non esistono territori sacrificabili o danni collaterali accettabili.

Così come diciamo che non possono essere gli interessi delle multinazionali e del partito trasversale degli affari a decidere il futuro dei territori.

Però ci sono degli elementi che non possono essere non considerati.

Oggi, lungo le strade che portano ai mostri di Bagnore, sono stati posati striscioni, manifesti, installazioni artistiche, disegni e poesie dei bambini della montagna per ricordare quanto esteso e profondo sia il dissenso verso le centrali. Bene, per questura e istituzioni locali questo è stato un atto inaccettabile, tanto da determinare la quasi totale rimozione delle opere realizzate, anche di opere di artisti locali poste in terreni privati.Noi nei giorni passati abbiamo reso pubblica una lettera aperta agli amministratori locali in cui chiedevamo gesti concreti che seguissero alle parole spese in incontri pubblici e in campagna elettorale riguardo allo sfruttamento geotermico in Amiata.

A questa lettera, con la presenza in massa all’evento di oggi da parte dei sindaci, è stata data una risposta ben precisa e chiara.

Alle legittime richieste dei cittadini è stata data una risposta diversa, che chiarisce come si intende la relazione tra istituzioni e cittadini, con la soppressione del dissenso.

Niente è stato risparmiato, né le opere d’arte, né gli striscioni, nemmeno gli scritti e i disegni fatti dai bambini.

Oggi, sul Monte Amiata, è stato commesso un grave atto di ingiustizia, grave e inaccettabile.

Evidentemente la voce e il dissenso dei cittadini fanno tanta paura da portare a compiere un vero e proprio atto di soppressione e di negazione della legittima dialettica del dissenso.

Giunti a questo punto ci poniamo delle domande:

  • Come mai le istituzioni hanno così paura della nostra voce e non delle devastazioni perpetrate dalle multinazionali dell’energia?
  • Come mai la voce dei cittadini viene così solertemente coperta?
  • Come mai di fronte a dati evidenti di nocività si sceglie di tacere?

Noi un’idea ce la siamo fatta, e l’abbiamo esplicitata a gran voce davanti al palazzo comunale di Arcidosso all’arrivo del governatore Rossi e non saranno certamente la censura e la negazione della dialettica del dissenso a spaventarci e intimidirci.

Noi diciamo basta!

Le centrali attive vanno chiuse, le nuove non vanno aperte.

Ci rivedremo presto, per le strade e le piazze della Montagna


Agorà CittadinanzAttiva

Associazione TerrAmiata

Comitato Fumarole

No Geotermia Seggiano


Questa la corrispondenza su Radio Onda d’Urto sulla contestazione a Rossi


Qui di seguito le fotografie delle installazioni e dell’opera di un artista locale, presente in un campo privato prospicente la centrale di Bagnore, rimossi ieri.

Lettera Aperta agli Amministratori Amiatini

Lettera aperta agli amministratori locali: centrali zero!Esiste una montagna verde, piena di boschi, animali selvatici e tante persone che la abitano e la vivono, ed esistono delle multinazionali che su quella montagna hanno fatto e vogliono fare dei buchi per fare soldi.

Questi buchi provocano danni alla salute delle persone che la abitano, agli animali e alle acque, alla montagna tutta intera.

Al di là dei giri di parole e degli scaricabarile, ci sono due parti in campo: da una parte le multinazionali con i loro buchi ed i loro profitti, dall’altra parte le persone, gli animali, la montagna tutta, con le sue ricchezze.

Esistono momenti in cui ognuno è chiamato a scegliere una parte, a decidere, ad essere partigiani.

Noi, pensando ai nostri figli, alla terra dove abitiamo, alle attività economiche, alle ricchezze naturali, culturali e sociali, noi che vogliamo vivere e vivere felici, una parte l’abbiamo scelta.

Il governatore della regione ha scelto l’altra.

Non è possibile lasciare in mano alle multinazionali e al partito trasversale degli affari il futuro e la vita della nostra montagna. È necessario che gli amministratori si prendano sino in fondo la responsabilità. La responsabilità di un cambio di rotta forte per tutto il territorio amiatino. La visione di un territorio non è un discorso economico che riguarda pochi privilegiati, ma dei progetti con una prospettiva per tutti a impatto zero.

È necessaria una difesa del paesaggio, dell’ambiente e della salute perché è quello che gli amministratori sono chiamati a fare.

Invitiamo quindi gli amministratori a boicottare la cerimonia di inaugurazione del mostro di Bagnore 4 prevista per Lunedi 25 Luglio, dando un segnale positivo e una presa di posizione pubblica nei confronti di speculatori e complici.
Agorà CittadinanzAttiva

Associazione terrAmiata

Comitato Fumarole

MaremmAttiva

No Geotermia Seggiano

Giù le mani dalla nostra terra 2016: grazie!!!!

Giù le mani dalla nostra terra 2016: lo striscione di Agorà

Giù le mani dalla nostra terra 2016: lo striscione di AgoràCi svegliamo da un letargo. Si, abbiamo dormito a dritto qualche decina d’ore dopo la giornata di ieri.

Apriamo faccia libro e vediamo che le amiche e gli amici dei comitati, i cittadini avevano già cominciato a far girare le foto della magnifica giornata.

GRAZIEEE!!!

Si, il nostro primo pensiero è un GRAZIE enorme a tutte e tutti.

Ci sarebbe da fare un elenco sterminato con il rischio di dimenticare qualcuno e quindi meglio UNO, ma variegato e plurale. è stata davvero una giornata magica:

la passeggiata è stata aperta dai bambini. Che ridere a sentirli discutere su come bisognava portare lo striscione, lo striscione che LORO avevano pitturato; dietro i ragazzi con lo striscione bellissimo realizzato da un caro amico, poi Livia e Franca con il lenzuolo simbolo della nostra lotta, il sindaco del comune di Cinigiano con la fascia tricolore e la minoranza, e poi a seguire gli striscioni, le magliette degli altri comitati, la bandiera dei pirati che navigano acque spigolose di vette ammorbidite dagli anni. C’era Aroldo, 92 anni, partigiano ieri come oggi, che si è fatto tutta la manifestazione a piedi.
C’era davvero tutto Monticello.

Sappiamo che non ce ne vorranno gli amici di altrove, cari e preziosi compagni di viaggio (Maremma Attiva, il comitato di Montenero, No geotermia Seggiano, Genuino Amiatino, Terra Amiata, Scansano SOS geotermia, No geotermia Arcidosso, Cinque stelle Arcidosso) se in realtà un grazie indirizzato la faremo:

GRAZIE MONTICELLO!

Al campo di Alberto ci aspettavano due membri del nostro comitato pronti a rifocillare i camminanti con vino (rigorosamente doc Montecucco), e ogni ben delle nostre terre. Lì in quel campo i primi momenti commoventi:

Kevin sotto il sole sfodera la sua arma e comincia a suonarla e canta, dando il benvenuto; i bimbi con Christine iniziano a pitturare il paesaggio che avevano davanti agli occhi. E poi Alberto consegna un castagno da piantare e i bambini, mani nella terra, lo curano, lo sostengono e gli ridanno nuova vita. Il sindaco li aiuta a piantarlo.
Si, quelle sono le uniche perforazioni che vogliamo su questa terra, quelle delle radici degli alberi. Sante e Vera accompagnano quel rito con la lettura di una fiaba resistente, Alberto parla, si commuove e noi tutti lo applaudiamo e lo ringraziamo, col cuore e lui fa lo stesso con noi.

Si, sembra l’epilogo di una battaglia vinta, invece è un passo in una battaglia ancora lunga, ma lasciare che il cuore si scaldi è la nostra forza.

Il pomeriggio è stata una festa per i bambini e non:

grazie a chi si è fatto 200 km per venire a sostenerci con il naso rosso e il sorriso vero.

Grazie al coro la Monticellese e a quello dei Vagabondi, alle fiabe dal Chiapas, alla poesia ribelle, alle parole e alla musica di Luca, Giovanni e Renzo, al cibo, al vino, a I tre pazzi avanti e i Fratelli cerca testo… tutto fino a mezzanotte e oltre!

I piedi dolgono, o come dicono i nostri vecchi, dogliano! Ma svegliarsi con questo sorriso ebete non ha prezzo!

PS: se qualcuno non si ritrova in questi ringraziamenti è solo per colpa del nostro unico neurone rimasto e non ce ne voglia troppo.

PS2:
qui sotto l’articolo uscito su La Nazione di ieri, a cura del sempre correttissimo Nicola Ciuffoletti.

L'articolo di Nicola Ciuffoletti su La Nazione del 4 luglio